Interno di una storica bottega artigiana a Verona: laboratorio per la produzione di materassi in lana Massalongo con insegna 'DAL 1960'. Scena dettagliata con materiali, attrezzi e tessuti.

TENDIAMO ALLA STORIA

Storie di una bottega storica

capitolo 1

Tendiamo alla Storia Capitolo 4:
Il Maestro, il “Bocia” e l’ Arte di Insegnare

Se nei capitoli precedenti abbiamo raccontato il valore del metro e la fiducia dei materassi esposti in strada, oggi vogliamo scendere nel cuore pulsante della bottega: il passaggio di mano.

Una bottega storica come la nostra, non è fondata solo da mura e stoffe, ma soprattutto di persone che hanno imparato a dar vita alle proprie idee usando materiali semplici, grande ingegno e molta manualità.

Quando “imparare” significava guardare le mani

Oggi viviamo in un’epoca in cui il ruolo del “bocia”,  l’apprendista, viene spesso sminuito.
Molto spesso i giovani che entrano in un’azienda si ritrovano a fare fotocopie, commissioni alle Poste o a passare la scopa in magazzino; lavori utili, indispensabili certamente ma si è persa quella generosità nel trasmettere il sapere, forse per fretta o forse per paura che l’allievo possa superare il maestro e gli possa “rubare il lavoro” diventando un concorrente.

Nella bottega di Marino Massalongo, invece, si imparava l’arte del lavoro.
Marino non cercava qualcuno che gli sbrigasse le pratiche burocratiche ma insegnava senza riserve, svelando i segreti della lana, la tensione perfetta delle molle e il taglio preciso del tessuto oltre che il modo migliore per intrattenere un cliente aiutandolo a compiere la scelta più adatta.
Niente invidia professionale, il suo mantra era:

“C’è lavoro per tutti, se lavori bene”.

Questa sua apertura ha creato qualcosa di straordinario: Marino ha formato intere generazioni di ragazzi che, entrati in bottega per imparare, hanno poi proseguito l’arte appresa diventando a loro volta stimati professionisti.
Molti di quei giovani, oggi titolari di proprie attività o esperti del settore, portano ancora dentro di sé quel seme di eccellenza piantato nella periferia di Verona.

La nostra bottega non ha solo creato e venduto prodotti, ma ha anche contribuito ad accrescere la figura artigianale di Verona.

La qualità non si vende grazie alle pentole in regalo

Questa filosofia si rifletteva anche nel modo di stare sul mercato.
Negli anni ’70 non servivano le promozioni aggressive che vediamo oggi, dove è diventato normale regalare il televisore, il set di pentole o il microonde a chi acquista un materasso, magari di qualità dubbia.

La “promozione” era la durata del prodotto stesso: il cliente riconosceva il valore della qualità, che non era un semplice accessorio, ma la base di tutto. Al contrario, oggi i grandi brand, vendono oggetti progettati per essere sostituiti al primo graffio, o per “obsolescenza programmata“. Ancora oggi in Massalongo crediamo che un prodotto debba durare e, se qualcosa si dovesse guastare, ci impegniamo al massimo per trovare soluzioni alternative, puntando sulla riparabilità.
Il riciclo, per noi, non è una moda ecologista di oggi, ma un’abitudine artigiana di sempre.

Un mestiere che sfida le multinazionali

Oggi molti giovani sono spaventati dall’idea di intraprendere una professione manuale: temono di non poter competere con i grandi gruppi o con i prezzi bassi a tutti i costi. La storia di Marino invece, ci insegna che la professionalità è l’unico scudo che resiste alle crisi, alle pandemie e al caro vita.

Ci ha insegnato a “metterci la faccia”, a uscire dalla bottega per entrare nelle case dei clienti, trasformando un sopralluogo in un momento di stima e amicizia.
È proprio questa l’eredità che continuiamo a proteggere, giorno dopo giorno.

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